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Siti archeologici

                             

 

                 L’ ANTICO ABITATO LUCANO

 

 

 

Come gia’ accennato la parte centrale dell’abitato antico di Roccagloriosa era situato lungo la pendice occidentale del monte Capitenali,che venne poi chiuso da una cinta di fortificazione nel corso del IV° secolo a.C. per meglio difenderla.

 

Oggi la meta’ a sud del crinale e’ attraversata dalla strada che collega il rione di Rocchetta con la necropoli situata in localita’ “la Scala”,immediatamente esterna alla succitata cinta muraria, proseguendo poi fino al Pianoro centrale.

 

I materiali sinora rinvenuti fanno risalire fino al Neolitico la frequentazione di quest’area,come testimoniato da lame di selce databili tra il ed il IV° millennio a.C.,con presenze rilevanti anche nell’eta’ del Bronzo,circa il II° millennio a.C.; sono state poi ritrovate abitazioni di tipo probabilmente stagionali databili per l’eta’ del ferro,intorno al VIII-VI° secolo a.C.,rinvenute nella zona di Carpineto e del Pianoro centrale.

 

Per intravedere importanti sviluppi insediativi dobbiamo pero’ risalire alla meta’ del V° secolo a.C. cosi come testimoniano le case a pianta rettangolare ritrovate sul Pianoro centrale.

 

In termini funerari ritroviamo la “principesca” tomba 6, la piu’ antica della necropoli in localita’ la Scala,risalente alla fine del secolo a.C. riportante un eccezionale corredo di bronzi di produzione etrusco-campana.

 

Grazie agli scavi archeologici che si sono susseguiti dal 1982 al 1991 da parte di una missione archeologica sostenuta dall’ Universita’ di Alberta in Canada,si e’ potuto documentare sia la pianta generale del centro abitativo ,sia quello dei principali nuclei insediativi.

 

All’interno dell’area fortificata le abitazioni si dispongono in maniera regolare,come per “isolati”, ed alcune di queste abitazioni sia dell’acropoli che della citta’ bassa vengono erette intorno a cortili costituiti da grandi basoli di pietra per una superficie compresa tra i 35 e i 60 mq,e qui si ritrovani piccoli saccelli destinati a raccogliere i resti delle offerte ad i “sacra Gentilicia”,cioe’ dei culti familiari.

 

Il ritrovamento di armi,come ad esempio l’impugnatura bronzea di un caduceo recante una iscrizione DE(mosion e cioe’ “del popolo” oppure “pubblico”) lascia ipotizzare la presenza di una sede a scopo di riunioni collettive in cui venivano depositati oggetti dial particolare valore simbolico.

 

E’ stato poi ritrovato un frammento di tavoletta bronzea con iscrizione in lingua “osca”,idioma sannitico,scritta in una variante dell’alfabeto greco, che riporta alcune “leggi” istitutive della vita civile ed amministrativa confermando l’alto livello organizzativo e sociale a cui era arrivato l’insediamento.

 

Di particolare rilievo e’ la menzione frequente su questa tavolette del termine “meddes”,il “magistrato”; l’aggettivo “touteikais” derivante da “touta” che indica lo stato o la citta’ stato,ma che in questo caso assume piu’ il termine di “pubblico”; ed infine il termine <t>anginoud ablativo del termine osco per “deliberato” stante ad indicare la probabile presenza di un organismo assembleare.

 

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